Il presente documento è stato elaborato dopo un percorso di partecipazione e condivisione fra Associazioni e cittadini a partire dalla tavola rotonda "il Verde a Napoli, che fare?" del 23 febbraio 2017 fino agli “Stati Generali del Verde a Napoli – Autoconvocati” del 3 novembre 2017 a Palazzo Venezia.
Di fronte alle problematiche emerse, con il contributo di tutti gli interventi, è stato elaborato un “Manifesto per il Recupero del Verde a Napoli” con l'obiettivo di aggregare, intorno alle soluzioni proposte, quante più energie possibili per:
avviare azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini
spingere l' Amministrazione Comunale ad una maggiore attenzione e cura del verde pubblico e della sua gestione, per cui devono essere previsti necessariamente, come da legge, percorsi di partecipazione della cittadinanza attiva
Manifesto per il Verde Urbano
a cura del Forum permanente dell'Ambiente a Napoli
promosso da Gente Green, Legambiente Campania, WWF Napoli
PREMESSA
a cura del Forum permanente dell'Ambiente a Napoli
promosso da Gente Green, Legambiente Campania, WWF Napoli
PREMESSA
Un Manifesto sul verde nella città di Napoli deve necessariamente tenere conto anche dell’ambito metropolitano, l’area vasta afferente alla baia di Napoli e alle ancora fertili pianure che la circondano a est, a nord e ad ovest, costellata dei tre straordinari sistemi vulcanici del Vesuvio, dei Campi Flegrei e dell’Epomeo. Un contesto ecologico più unico che raro in tutto il globo.
Le aree sopravvissute al sacco determinato dall’espansione esponenziale della città dalla seconda metà del secolo scorso, fatte di boschi, aree agricole, colline, laghi, possono, se salvaguardate, gestite in modo sostenibile e durevole e messe in rete,continuare a funzionare come sistema ecologico capace di fornire servizi ecosistemici, come aria e cibo di assoluta qualità alla città di Napoli e all’Area Metropolitana. Eppure questo patrimonio oggi non riesce ad essere utilizzato correttamente per rendere più vivibile le città e affrontare meglio i cambiamenti climatici.
Le città sono tra l’altro il luogo dove sono maggiormente percepiti gli effetti negativi sul clima, come, ad esempio il fenomeno delle “isole di calore” impattanti sulla qualità della vita e sulla salute dell’uomo.
D’altro canto, i sistemi naturalihanno una maggiore capacità di adattarsi ai mutamenti climatici rispetto ai sistemi “artificiali”delle città, per cui, soprattutto in questa fase storica in cui sempre più incombono i rischi connessi ai cambiamenti climatici, va incrementata la resilienza delle città con strumenti e azioni mirate a “rinaturalizzarle”, in condivisione e con la consapevole partecipazione dei cittadini e degli amministratori pubblici.
La funzione del verde in ambito urbano
Il verde nelle città contribuisce a:
- migliorare il microclima mitigando gli effetti delle isole di calore attraverso l’azione di ombreggiamento, evapotraspirazione, conversione dell’energia solare in energia chimica, ecc.;
- contrastare l’inquinamento atmosferico, segregando la CO2 e gli altri microinquinanti, concorrendo a tutti gli effetti nella “prevenzione sanitaria”.
- assicurare un sostanziale contributo in termini di “prevenzione sanitaria”;
- garantire la sussistenza di una maggiore biodiversità;
- migliorare la protezione del suolo e la relativa funzionalità ecologica;
- rendere più “belle” le città e in generale il paesaggio urbano, finanche incrementando i valori immobiliari;
- favorire le relazioni sociali e il benessere psicofisico, avvicinando l’uomo alla natura;
- avvicinare i giovani all’osservazione e allo studio della natura e, quindi, renderli più sensibili e rispettosi nei confronti dell’ambiente.
Affinché questi ed altri benefici del verde urbano possano concretizzarsi è necessario che siano attivate specifiche azioni e interventi, quali ad esempio:
- incrementare gli spazi verdi rispetto alle superfici impermeabilizzate (1mq di superficie asfaltata assorbe 6 volte più energia termica rispetto a1 mq di superficie a prato);
- preservare il verde agricolo, considerando il contributo e la valenza della agricoltura urbana ancora presente nell'area metropolitana,
- incentivare la diffusione dei tetti verdi e delle pareti verdi;
- utilizzare materiali drenanti e rain garden per incrementare l’assorbimento delle acque di pioggia e ridurre il carico sulle reti fognarie;
- realizzare corridoi ecologici, elementi lineari naturali che mettono in connessione tra loro i parchi,le aree verdi, gli spazi agricoli,le aree naturali, assicurando una continuità fisica tra gli ecosistemi al fine della più efficace conservazione della biodiversità;
- attivare politiche di mobilità sostenibile con percorsi pedonali e ciclabili intesi come griglie di“green ways” (strade verdi);
- riforestare spazi aperti di uso collettivo;
- attivare azioni di prevenzione degli incendi, anche attraverso gruppi volontari.
- Individuare, atraverso il regolamento, essenze arboree e spazi da destinare all'applicazione della la legge 10 del 2013 che rende effettivo l’obbligo per i Comuni di piantare un albero per ogni nuovo nato ed in assenza di fondi dare la possibilità ai genitori dei neonati di poter dedicare, a proprie spese, un albero al proprio figlio neonato.
L’insieme di tali tipologie di azioni deve tuttavia essere coerente con una organica strategia complessiva e con una convinta visione politica finalizzata a perseguire un modello di sviluppo ecosostenibile. Allo scopo, è assolutamente indispensabile che l’Amministrazione Comunale si doti di alcuni fondamentali strumenti, quali:
- il Regolamento del Verde Urbano, atto prescrittivo riguardante la progettazione, manutenzione e tutela del verde pubblico e privato (anche ad esempio iniziative a cura del mondo associativo o di privati benemeriti), in grado ad esempio di vietare tipologie improprie di potatura(capitozzatura, di riduzione con asportazioni superiori al 30% della chioma), e promuovere la conservazione dell’armonia degli alberi e il relativo inserimento nel contesto, privilegiando l’uso di specie autoctone, quelle tipiche della flora mediterranea, dotate di elevata compatibilità ecologica;
- il Piano del Verde Urbano, strumento integrativo della pianificazione urbanistica locale, contenente una visione strategica del sistema del verde urbano nel medio-lungo periodo, in grado ad esempio di coordinare qualsiasi intervento infrastrutturale urbano (anche ad esempio iniziative a cura del mondo associativo o di privati benemeriti) in chiave sinergica con il potenziamento e la salvaguardia del verde, così da determinare una progressione incrementale;
- il Censimento del Verde Urbano, consistente nell’analisi puntuale del patrimonio verde complessivo (non solo arboreo), nella registrazione delle specie e delle caratteristiche qualitative e quantitative, dello stato di salute e di stabilità (esemplari arborei), implementando una piattaforma informatica dedicata (GIS) per consentire una corretta gestione.
In aggiunta, sarebbe opportuna anche l’adozione del:
- Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici Locale, al fine di definire una strategia organica e coordinata con la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e le tipologie di azioni da intraprendere, valutando l’opportunità di utilizzare specifici finanziamenti, attraverso strumenti dedicati come ad esempio il Patto dei Sindaci (PAES), il Life, il Programma Horizon 2020, i benefit ambientali per la realizzazione di microaree verdi.
Oltre all’adozione prioritaria di questi strumenti indispensabili si richiede all’Amministrazione Comunale di:riorganizzare la struttura amministrativa-gestionale preposta al verde urbano, risolvendo la frammentazione di competenza per tipologie di verde tra la direzione centrale e le municipalità, prevedere corsi di aggiornamento per gli agronomi in convenzione con l'Università di Agraria;
- individuare un modello gestionale adeguato per le diverse tipologie e caratteristiche di aree verdi;
- recuperare e prevedere una gestione affidabile per i grandi parchi contemplati nel Ring della Variante di Salvaguardia del Piano Regolatore;
- prevedere il coinvolgimento di privati disponibili a sostenere economicamente gli interventi necessari,(secondo i criteri delle sponsorizzazioni del Comune di Napoli) da realizzarsi in stretta coerenza con le previsioni degli strumenti regolamentari (piano de Verde e regolamento) e sotto la direzione di responsabili pubblici adeguatamente preparati;
- recuperare taluni progetti di potenziamento del verde che risultano essere stati accantonati da parte dell’Amministrazione. ( alcuni di essi sono evidenziati nei documenti relativi agli incontri del Forum)
- utilizzare strumenti già esistenti come la cartografia della vegetazione potenziale, disponibile già dal 1994 ed allegata al Piano Regolatore;
- elaborare un manuale di educazione al verde da utilizzare ai fini della sensibilizzazione in città e nelle scuole;
- utilizzare la recente normativa sulle azioni di beneficio civile a vantaggio fiscale per avere alberi da mettere a dimora ed al contempo assicurare che anche gli interventi sul verde urbano privato siano coerenti;
- predisporre e rendere pubblica la programmazione annuale formulata dall’Amministrazione.
Per quanto sopra esplicitato si sollecita l’Amministrazione Comunale ad adottare le più urgenti ed opportune determinazioni affinché si assicurino per il territorio comunale coerenti ed efficaci attività di salvaguardia e potenziamento del patrimonio verde. Altresì, le Associazioni promotrici, si propongono di offrire il proprio contributo volontario nella realizzazione di interventi/iniziative coerenti, connotabili in chiave integrativa e sinergica rispetto agli strumenti di carattere normativo regolamentare non appena saranno disponibili. In tal senso la modalità operativa per confrontarsi, potrà essere l'istituzione di una CONSULTA, come previsto nelle "Linee Guida per la Gestione del Verde Urbano" a cura del Ministero dell'Ambiente e Tutela del territorio e del mare."
Relazione Annuale - 2017- redatta dal Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico istituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per l'attuazione di:
"LINEE GUIDA PER LA GESTIONE SOSTENIBILE DEL VERDE URBANO" cap. 7 (COMUNICAZIONE, PROMOZIONE E PARTECIPAZIONE PUBBLICA)
"La scelta di pianificare, progettare, realizzare e mantenere infrastrutture verdi con criteri di “gestione sostenibile” deve essere condivisa con le comunità locali, per renderle partecipi di una visione complessiva sugli obiettivi prefissati e sulle modalità per raggiungerli. Per le Amministrazioni pubbliche un tema cruciale per la gestione del rapporto con i cittadini è costituito dalla comunicazione esterna, che deve essere semplice, corretta e costantemente aggiornata, al fine di evitare problemi legati al dissenso della cittadinanza e di renderla partecipe della gestione dei beni pubblici. La promozione delle politiche sul verde pubblico consente di stimolare la messa a punto di buone pratiche da parte dei cittadini e di ottenere un miglioramento nella gestione anche del verde privato. Attività di comunicazione istituzionale, di divulgazione e promozione, nonché iniziative di coinvolgimento attivo supportare l’amministrazione comunale nella gestione del verde pubblico e consolidare il rapporto con i cittadini, rendendoli parte attiva nelle scelte future dell’amministrazione."
Hanno aderito:
- Agritettura 2.0
- Centro Bio Edile
- Comitato Piazzetta della Tofa
- Associazione Parco Viviani
- Associazione Primavera Arte
- Cittadinanza Attiva/ NAPOLIFUORILEMURA
- Lo Sguardo che Trasforma
- Fiab Napoli Cicloverdi
- C.S.I. Gaiola Onlus
- Legambiente Parco Letterario Vesuvio Onlus
- P.E.R.SUD